Regalo d’autore, ecco una storia per te!

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Segui il filo delle storie.… con questo Regalo d’Autore non ti perderai più!

 

Anna Lavatelli

LE STORIE DI MATTEO 

IL NIDO IN TESTA

di Anna Lavatelli (tutti i diritti riservati)

– Matteo, stai un po’ fermo! – dice  la mamma.

Matteo però non sta  fermo neanche a legarlo. Va avanti e indietro come un moscone. Corre su per le scale, salta sul divano, striscia sotto il tavolo, si rotola nei tappeti, si aggrappa alle tende, si arrampica sui mobili.

Non sta fermo neanche all’ora di pranzo. Si siede sul bordo della sedia e continua a scalciare sotto il tavolo.

– Piantala, Matteo! – strilla il babbo. Ma è tutto fiato sprecato.

Matteo non sta fermo nemmeno davanti alla TV, che pure gli piace tanto. Si mette a cavalcioni sulla poltrona e galoppa come un cow-boy al rodeo.

– Basta, Matteo! – dice la mamma.

Ma è come parlare al vento.

Ma quando dorme… Ah, quando dorme Matteo sta fermo immobile come una statua di gesso. I genitori spesso si avvicinano al suo letto per guardare quella specie di miracolo.

– Ah! – sospirano. – Quando starà un po’ calmo anche da sveglio?

 Un pomeriggio Matteo si addormenta sulla sedia a sdraio del balcone. Una merla venuta dal bosco scambia i suoi riccioli per un cespuglio, ci va il nido, depone le uova e comincia subito a covare.

Quando Matteo si sveglia, sente di avere qualcosa in testa. Allunga una mano per toccare, ma la merla gli da una beccata.

– Ahi! – strilla Matteo.

Ma non si muove, per non far volar via l’uccellino.

– Che pasticci stai combinando, su quel balcone? – chiede la mamma dalla cucina. E siccome Matteo non risponde, corre a vedere di persona.

– Ma guarda! – si stupisce la mamma. – Una merla ti ha fatto il nido in testa.  Aspetta, che ora te lo tiro via.

– No! – protesta Matteo. – Non lo fare! Lo sai che a spostare il nido la merla scappa e le uova non si aprono più?

– E allora come facciamo?

– Facciamo che io non mi muovo di qui.

– BUM! – dice la mamma,  per far capire che Matteo l’aveva proprio sparata grossa.

Invece Matteo sta lì seduto e fermo per tutto il tempo della cova.

E tutti decidono di aiutarlo a superare la prova.

La mamma gli porta da mangiare e lo imbocca, come quando era piccolino. Il babbo lo copre con coperte di lana per proteggerlo dal freddo della notte. La nonna gli tiene compagnia leggendogli tutte le sue storie preferite.

Finalmente arriva il giorno tanto atteso e le uova si schiudono. Allora la mamma prende delicatamente il nido tra le mani e lo appoggia sul vaso dei gerani. Intanto pensa:

– Vuoi vedere che adesso il mio Matteo si è calmato?

Non ha fatto neanche in tempo a pensarlo che Matteo ha già cominciato a saltare sul divano, a rotolarsi nei tappeti, a scivolare sul pavimento del corridoio e a scendere le scale più veloce del fulmine.

– Macchè… – sospira la mamma sconsolata. – E’ tale e quale a prima!

Poi si gira verso il vaso di gerani,  guarda la merla e dice:

– Per favore, signora merla, non è che potresti tornare anche l’anno prossimo a fare il tuo nido in testa a mio figlio? Così lo vedrò di nuovo un po’ tranquillo….

La merla la guarda con i suoi occhietti gialli, china la testa e fa uno strano verso che sembra quasi una specie di sì.

UN POVERO GATTO
di Anna Lavatelli (tutti i diritti riservati)

Matteo, lo faresti un salto dalla Michelina? – dice la mamma.
Il negozio della Michelina è in fondo alla strada. Ci si arriva dritti dritti, camminando sul marciapiede. Non è difficile.
– Ci vado subito.
– Comprami due etti di prosciutto tagliato spesso. Te lo devo scrivere su un foglio?
– No. – Matteo si ferma un attimo, poi aggiunge: – Posso prendere anche il Tris del Goloso?

Il Tris del Goloso è un’invenzione della Michelina. Nel sacchetto ci sono dentro tre cioccolatini, tre liquirizie, tre cicche, tre gelatine, tre torroncini e una caramella col fischietto. Una vera golosità.
– Va bene. – sospira la mamma. – Ma solo per questa volta, capito? Troppi dolci…
– … fanno venire la carie. Lo so a memoria, ormai.

 

Dentro il negozio c’è un po’ di gente che aspetta in fila. La Michelina non è molto veloce a servire. Matteo però sa come cavarsela in fretta.
– Mi fate passare? – dice con la sua vocina dolce.
Le signore sorridono gentili: – Passa pure. Avanti la gioventù!
Così Matteo fa le sue spese, mentre le signore commentano beate:
– Che bravo ragazzino!
– Ma chi è?
– Il figlio della Rita.
– Ah, difatti le assomiglia.
– E’ un bambino d’oro. – assicura la Michelina.

 

Matteo esce da negozio col sorriso stampato in faccia. Da un’occhiata dentro il sacchetto, dove la Michelina ha messo il prosciutto e il Tris del Goloso, tanto per essere sicuro che ci sono, poi si avvia verso casa.
– Miaoooo…
Fermo sul marciapiede c’è un gatto. Ha delle ragnatele sulla coda e dei pungitopo sulle orecchie. Si vede che viene da lontano.
Miaoooo…
Matteo lo accarezza e lui si mette a fare le fusa, gli da anche una leccatina alla mano.
Ma guarda com’è affettuoso! Matteo si siede sul marciapiede e lo prende in braccio.
– Come sei carino! – dice.
Il gatto allunga il collo e comincia ad annusare il sacchetto della spesa.
– Hai fame, eh?
– Miaooooo… – fa il gatto. E con la zampina cerca di aprire il sacchetto.
– Chissà da quanti giorni è che non mangi……
6Matteo sospira profondo. Poi tira fuori il Tris del Goloso e gli offre un cioccolatino.
Il gatto se lo mangia in un boccone e fa: – Miaoooo…
Matteo gli offre un secondo cioccolatino. Poi un terzo.
– Ora basta, però. – dice. – Ciao, gatto.

Il gatto lo segue, miagolando come un disperato. Ma ormai nel sacchetto del Tris non ci sono che liquirizie e torroncini, per non parlare della caramella con il fischietto o delle gelatine.
– Non ho più niente… – gli spiega Matteo. – Lo capisci, oppure no?
Il gatto gli struscia contro le gambe e agita la coda. Chissà quando mangerà la prossima volta. Magari tra due o tre giorni. O addirittura tra una settimana…. Come si fa a resistere?
Matteo gli allunga due fette intere di prosciutto. Adesso starà bene per un po’, povero gatto.

Mi pare poco questo prosciutto. – dice la mamma, una volta che Matteo è tornato a casa. – Eppure lo scontrino dice due etti.
– Ecco, mi pareva! – esclama, appoggiandolo sulla pesa. – Ne manca più di mezzo etto…
Matteo alza le spalle, ma la mamma guarda subito anche nel Tris del Goloso.
– E qui mancano i tre cioccolatini. Come me lo spieghi?
– Non gli ho mangiati io… e neanche il prosciutto. Giuro.
Allora la Michelina ha fatto la furba. – dice la mamma, correndo ad infilarsi le scarpe. – Ora mi sentirà! Vergogna, approfittarsi di un bambino per rubare sul peso…

– Mamma… – dice Matteo con il cuore che gli batte forte. – Non è colpa della Michelina.
E’ per via di un gatto.
– Un gatto?
– Un gatto povero, mamma. Un randagio.
– E tu gli hai dato cioccolatini e prosciutto… Ma bravo!
– Era tanto affamato! Vieni a vederlo, magari è ancora sulla strada. Me lo lasceresti tenere?
– Eh, già… anche il gatto adesso. Figuriamoci!
Matteo si avvicina alla finestra del salotto e guarda fuori.
– Sì, c’è ancora! Là, vicino al cassonetto dell’immondizia.
– Dici quel gatto lì? – la mamma si mette a ridere.
– Perché ridi? – chiede Matteo, offeso.

 

Perché quello è Puffystuffy, il gatto delle sorelle Frattin. – spiega la mamma. – Il più grasso, il più goloso e il più viziato gatto del mondo. E tu gli hai dato mezz’etto del mio prosciutto e i tuoi cioccolatini preferiti.
Matteo guarda Puffystuffy che si lecca tranquillo una zampina.
– Neanche dei gatti ci si può fidare. – pensa. – La prossima volta i cioccolatini me li mangio tutti io. E al massimo gli lascio leccare la carta, a quell’animale bugiardo.

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2 Responses to “Regalo d’autore, eccolo qui!”

  • alina Laruccia

    Bella idea Anna, e anche la storia, il cane di mio nipote fa la stessa cosa di PuffyStuffy!

    Rispondi a alina Laruccia
      • Anna Lavatelli

        Sì, lo immagino, infatti il racconto è ispirato a un gatto vero, che le mie figlie credevano fosse un misero trovatello… E invece era solo un furbissimo gatto con un appetito fuori serie!

        Rispondi a Anna Lavatelli

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