Non dimentichiamoci mai che il bullismo cibernetico ha in molti casi un antefatto ‘live’ nelle classi. Due recentissimi esempi nelle scuole dove insegna mia figlia: aggressioni filmate che poi sono finite su you tube. Ma lo si legge anche sui giornali. Una moda, si direbbe, se la parola ‘moda’ non suonasse  scandalosa. Da questo si deduce che il cyberbullismo deriva anche da una percezione distorta della realtà dei rapporti umani, quasi che lo stalking virtuale o l’aggressione fisica nella sua trasposizione in ‘fiction’ – con il filmato su you tube – ne annullassero la gravità, anziché aggravarla. Forse, quindi, oltre al dispiegamento di forze dell’ordine per informare (cosa per altro utilissima, che si sta facendo ultimamente  ) vedrei bene una serie di incontri in tutte le scuole con esperti (psicologi dell’età evolutiva, per es.) e un impegno da parte degli insegnanti a trattare il tema più importante dell’educazione civica ( le regole della convivenza umana ) non attraverso lo studio degli articoli della Costituzione, ma con giornali e storie, e un’aperta discussione dei fatti legati a questo fenomeno.

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