Vi sono molte categorie di persone impegnate in attività lavorative che riguardano l’infanzia, un rispettabilissimo lavoro che richiede competenza e passione, esattamente come accade ad uno scrittore per ragazzi..

Difficile quindi (almeno idealmente) chiamarsi fuori dall ‘interesse per la letteratura per bambini. Essa riguarda (o dovrebbe riguardare) tutti quelli che hanno un rapporto con l’infanzia: genitori, educatori, pediatri, zii, cugini, fratelli, sorelle, nonni ecc. ecc.. Pretestuoso ritenerlo altro da sé. O estraneo agli interessi di una vita adulta. O sminuito di valore culturale. Il valore è sempre legato al contesto e ogni contesto esprime una sua eccellenza. Il più abile calzolaio del mondo fa le scarpe per il Papa, ecco un esempio che ‘calza’ a pennello.

Non mi aspetto che Pullman possa apparire ad un adulto ‘uguale’ a Coetzee (uno dei miei autori preferiti), o ad altri autori di vostro gradimento. Mi aspetto invece che questo adulto legga Pullman, ne riconosca l’indubbia superiorità narrativa come autore per ragazzi ed ammiri la sua genialità e la sua capacità di parlare anche agli adulti rivolgendosi ai ragazzi, e ne tragga la consapevolezza che questo scrittore (come altri del settore) avrebbe – volendolo – potuto esprimersi in altri ambiti e in altri modi con la stessa intelligenza. Ma ha scelto di dedicarsi a questo progetto.

Per questo, non ho mai desiderato di essere equiparata a uno scrittore per adulti. Mi interessa di più essere considerata uno scrittore adulto che sa scrivere storie per bambini. Io voglio (vorrei) essere considerata per ciò che valgo nel mio lavoro, partendo dal presupposto che il lavoro a cui mi dedico ha un valore altissimo: culturale, umano e sociale. E che come un pediatra o uno sceneggiatore di film d’animazione sono un professionista e non un improvvisato inventore di ‘storielle amene’.

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