illustrazioni di Costanza Favero

Genitori e figli. Cosa fareste se vostro padre decidesse di controllarvi con un robot di ultima generazione, in grado di usare tutti i suoi poteri tecnologici per farvi rigare diritto?

Mentre vi divertirete leggendo le comiche disavventure di Mario, in trappola sotto il controllo dell’implacabile Perfect, pensate a quanto siete fortunati voi ad avere dei genitori che ogni tanto sanno chiudere un occhio sulle vostre marachelle. Una storia molto umana , divertente ma anche ‘filosofica’, che pone il tema delle intelligenze artificiali e ne immagina gli effetti nelle dinamiche familiari contemporanee.

Il professor Leonardis pensa di mettere ordine nella vita di suo figlio Mario (e di conseguenza anche nella propria) creando Perfect, un androide-pedagogo in grado di controllarlo ed indirizzarlo verso comportamenti più corretti. Mario, al principio, pensa di poter gestire il robot come un servitore personale, ma presto si ritrova ad essere lui schiavo della situazione. Disperato, il ragazzo cerca aiuto dove può e inaspettatamente lo trova in un libro che la madre gli aveva regalato per il suo ultimo compleanno. A causa di questo libro, che viene letto anche da Perfect, il padre è richiamato fortemente alle proprie responsabilità, coinvolto nel rapporto educativo e costretto lui pure a sopportare le angherie dell’implacabile androide, che non conosce le sfumature dei sentimenti e le virtù della mediazione. Riavvicinati dal problema, padre e figlio provano ad umanizzare Perfect, anche grazie alla collaborazione di zia Betta, che alle possibilità educative del robot non ha mai creduto. Quasi senza accorgersene, Mario e il professor Leonardis depongono pian piano le armi e fanno pace con il passato di dolore che li aveva fortemente segnati E finalmente ci sarà la forza di ricordare la mamma che non c’è più e di provare ad essere ugualmente famiglia. Quanto a Perfect, per l’androide si aprirà una nuova carriera, grazie a un piccolo ‘difetto’ accuratamente istallato nei suoi microchip dal professore e grazie alla passione straordinaria di zia Betta per il pattinaggio su ghiaccio.
Il tema, serissimo, del rapporto educativo in famiglia, si sviluppa in una narrazione ironica e paradossale, che diverte, stupisce, appassiona, e intanto va a toccare i punti nevralgici di frizione tra figli e genitori.(+ 10 )

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