Il romanzo narra la storia di un lungo e avventuroso viaggio in carrozza attraverso l’Italia del Settecento. A compierlo sono due giovani, il paggio Dionigi e il contino Filiberto, scortati da un seguito di accompagnatori. Con la spensieratezza e l’entusiasmo dell’età, i due giovani si immergono fino in fondo nell’avventura, mettendo alla prova il proprio carattere e misurandosi con le contraddizioni di una società in crisi. E se Filiberto terminerà accettando il ruolo che gli è stato assegnato per nascita, Dionigi, che credeva d’essere venuto al mondo per fare il servo, scoprirà nelle tempeste di un grande amore che cosa realmente egli voglia per il proprio futuro.

Un romanzo per tutti.

Scritto a quattro mani con Anna Vivarelli

premio Giovanni Arpino (Bra) 2009, premio castello di Carovigno 2010

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CHIEDIMI CHI SONO è un romanzo storico. Noi viviamo in un paese che è intriso di storia: ovunque guardiamo il paesaggio è ciò che risulta da sedimenti antichi, strati su strati di edifici, rovine, simboli che magari non siamo più in grado di riconoscere e decifrare, memoria e testimonianza del passaggio degli uomini su questa terra, dunque ma anche abbandono ed oblio.. Volevamo scrivere una storia che esprimesse e trasmettesse il nostro amore per la nostra Storia. Forse, anzi, sicuramente, questa nostra scelta non corrisponde a ciò che va di moda oggi sul mercato della letteratura per ragazzi. Ma non abbiamo analizzato troppo a fondo la questione, né noi, né l’editore. Ci piaceva l’idea di far rivivere un secolo – il Settecento – così simile al nostro tempo nelle sue contraddizioni e nelle sue sfide, ricostruendo l’atmosfera e il fascino di un’epoca attraverso l’invenzione letteraria.
Naturalmente, CHIEDIMI CHI SONO è un romanzo intriso di storia ma è, nelle nostre intenzioni, anche profondamente moderno: moderna è la scrittura, per la quale abbiamo provato a “costruire” uno stile che riuscisse a parlare di Settecento attraverso le voci di personaggi che possiedono una sensibilità contemporanea, e dunque in cui i lettori si potessero identificare. Questo “ibrido”, in più, doveva apparire del tutto naturale e spontaneo. Speriamo di essere riuscite nell’intento, anche se l’impresa non era semplice.
Poi, CHIEDIMI CHI SONO è un romanzo di formazione. Il paggio Dionigi non è solo il protagonista attraverso i cui occhi noi vediamo svolgersi gran parte della storia, ma è anche il ragazzo che, mentre il viaggio avanza, cresce nella propria consapevolezza, si innamora, soffre e gioisce e, da servo che era alla partenza, alla fine della storia e del viaggio si trasforma in un uomo nuovo, libero, capace di plasmare il proprio futuro, di scegliere autonomamente il suo destino. Nel rinnovamento dei tempi e dei sistemi di vita in cui le vicende si svolgono Dionigi trova per sé la speranza di vita migliore, anticipando di qualche decennio la comparsa di una nuova classe dominante.
CHIEDIMI CHI SONO è anche un mistery: il romanzo si apre con un truce delitto, e solo a Palermo, tappa finale del viaggio, si assiste allo sciogliemento di questa trama oscura che ha accompagnato i personaggi principali da Vigevano fino in Sicilia.
CHIEDIMI CHI SONO è anche un omaggio letterario, sentito profondamente e rielaborato per i giovani lettori di oggi , al grande romanzo ottocentesco, soprattutto per quanto attiene ai personaggi minori. E’ ovvio che i personaggi principali siano descritti con cura. Il paggio Dionigi, il giovane conte Filiberto, l’anziano precettore, l’eroico capitan Scintilla, la riflessiva Rosaura, la volitiva Eleonora, costituiscono la materia prima con cui abbiamo costruito il testo, ed è logico che siano ricchi di sfumature e sfaccettature. Ma, proprio come nei romanzi del passato che abbiamo amato, ci tenevamo ad inventare una galleria di personaggi minori che riuscissero ad emergere con vivacità nelle poche pagine in cui fanno la loro comparsa. Trattandosi di un lungo viaggio, e non di una storia “stanziale”, gli incontri dei nostri protagonisti sono numerosissimi: ci siamo divertite a far sì che in ognuno di essi il lettore potesse sentire l’eco di una voce, potesse immaginare un volto, un carattere, un gesto, una testimonianza di vita.
Da ultimo, grazie all’aiuto di amici esperti e di internet, abbiamo potuto permetterci il lusso di essere molto, molto pignole. Abbiamo sfruttato le coincidenze più interessanti che le circostanze ci offrivano su di un piatto d’argento. Abbiamo cercato di descrivere ogni ambiente, ogni paesaggio, ogni dettaglio, con cura minuziosa. Abbiamo raccolto informazioni su cibi, carrozze, strade, alberi, spartiti musicali, tempi di percorrenza, festività locali, scavi archeologici e cento altre cose ancora. Cercando di non diventare mai didascaliche, però. La nostra smania di precisione non era dettata da volontà di indottrinamento ma dal rispetto verso i nostri lettori.

CHIEDIMI CHI SONO fa proprio uno dei punti forti della letteratura a cui si ispira e non si sottrae alla spinta ideale di quei classici che furono poi prestati al pubblico giovanile (L’isola del tesoro, Oliver Twist, Il richiamo della foresta, ecc.). Pur guardandosi bene dal dividere il mondo in buoni e cattivi, il nostro romanzo prova a rappresentare le passioni umani, i pensieri che le muovono, le scelte che impongono, le finalità a cui conducono. Non nascondiamo di aver messo dentro alle vicende narrate la nostra etica umana e civile, e in particolare il nostro attaccamento alla probità e all’onestà intellettuale, ma l’abbiamo fatto sempre a favore della storia, per darle pregnanza, fascino, vigore e sostanza, non certo per etichettare i personaggi (come uno di loro – il conte Saporiti – fa con gli insetti che cattura ). Se la letteratura giovanile vuole smettere di essere sentenziosa, buonista, stucchevole e irrimediabilmente ripetitiva, bisogna che accetti di avere degli scrittori con in testa un concetto più profondo della moralità letteraria. (Anna Lavatelli & Anna Vivarelli)

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