La disamina che Eco ha fatto di ‘Cuore’ (Elogio di Franti) ormai è superata, la sua lettura in chiave politica non è più così convincente, fuori dal clima di quegli anni (cito Lukàcs, solo per fare un esempio), e dunque partigiana, sicuramente ingiusta sul piano letterario. In un’analisi socio-politica, potremmo dire lo stesso di un certo Rodari, soprattutto quello pubblicato al principio da Editori Riuniti. Ma qui, di nuovo, entriamo nel gioco dei messaggi (sia De Amicis che Rodari ne hanno lanciati tantissimi) ed il giudizio letterario non è più ‘vergin di servo encomo/e d codardo oltraggio’…. De Amicis era un prosatore eccellente che sapeva scrivere per bambini. Questo è certo. E se può servire ricordarlo, era socialista. Ma non aveva la visione di Dickens o di Mark Twain, il suo ‘Cuore’ non legge fino in fondo nel cuore dei bambini.

Rodari riesce invece a mettersi dalla loro parte. Come autrice di letteratura giovanile non posso che riconoscere in questa intenzionalità il ‘cuore’ vero del nostro mestiere, sebbene la ricerca tematica ed espressiva della letteratura giovanile contemporanea, (ed io con lei)  si sia avviata verso nuovi sentieri, allontanandosi  significativamente dal suo fondatore. Del resto, ne ‘La strada che non portava in nessun posto‘ è stato lo stesso Rodari ad auspicarlo. Del resto, solo così si fa letteratura.

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